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IL NOSTRO CAMMINOCasella di testo: Casella di testo: SABATO 18 SETTEMBRE: INIZIO ATTIVITÀ DEI GRUPPI ACR 
DOMENICA 3 OTTOBRE: 
INIZIO del CAMMINO DI FEDE IN PREPARAZIONE AI SACRAMENTI e S. MESSA DEL MANDATO
Casella di testo: Cari parrocchiani,
		da São Bernardo vi invio un saluto cordiale e affettuoso. Anche se la distanza è molta e il ritmo è incalzante, non mi dimentico di voi e desidero condividere alcune impressioni su questo viaggio in terra brasiliana.
Qui, mi trovo presso la parrocchia di Jesus di Nazarè, alla periferia sud di Sao Bernardo do Campo, una città di quasi un milione di abitanti che fa parte della grande area metropolitana di San Paolo, che conta oltre 20 milioni di abitanti. La parrocchia, di circa sessanta/settantamila abitanti si trova in zona di periferia, con alcuni quartieri di favelas ed è retta da due sacerdoti di Imola: don Sante Collina e don Francesco Commissari. Verrebbe da dire, a noi italiani: “Ma come fanno solo due sacerdoti a gestire una realtà grande come Imola?”. Il territorio è diviso in 14 aree pastorali, chiamate “Comunità”. In ognuna vi è una chiesa e i laici della zona si prendono a cuore la vita della comunità stessa, impegnandosi nella catechesi, nella liturgia, nella carità, oltre che a collaborare per la vita della “grande parrocchia”. Ruolo dei sacerdoti è quello di coordinare il lavoro dei singoli gruppi, impegnandosi in particolare nella formazione. Ogni singola realtà è in tutto indipendente, 
Casella di testo: con le sue feste, il suo catechismo, le sue “prime comunioni”… ma nello stesso tempo è parte della grande famiglia parrocchiale, tanto che le celebrazioni più importanti, come ad esempio il triduo pasquale, vengono svolte solo nella chiesa principale. Penso che questo modello di Chiesa non sia poi tutto sommato lontano da quello nel quale saremo chiamati a vivere anche noi, non tanto per un calo numerico di sacerdoti ma soprattutto nell’ottica della reciproca ricchezza, che si può avere mettendo i doni, i carismi e le esperienze belle al servizio di tutto il territorio. Qui, io e le famiglie che mi accompagnano condividiamo la vita di questo popolo, accolti con la grande cordialità che caratterizza il popolo brasiliano nei vari luoghi che visitiamo. Molto interessante è pure la dimensione caritativa della Chiesa che qui tocchiamo particolarmente con mano. Visitando le opere sociali che le suore delle congregazioni religiose sorte in Imola stanno portando avanti, scopriamo un lavoro preziosissimo rivolto non solo ai bambini, ma anche ai ragazzi, agli adulti e alle famiglie. Piccoli e grandi segni di speranza, non solo per questo popolo  ma per tutti noi. 
Ricominciando il nuovo anno pastorale, penso che su queste esperienze di comunità, di gioiosa accoglienza e di carità, si possano porre le basi per fare crescere in modo bello e arricchente anche la nostra San Prospero. Le tante iniziative che faremo in questo nuovo anno, partendo dalla prossima Festa della Comunità vediamole come un’occasione per amarci a vicenda: faremo così della nostra parrocchia una vera comunità di cristiani che si arricchiscono nel dono reciproco della fede.
                                                                     don Marco
Casella di testo: La statua di S. Antonio abate che verrà portata in processione nel pomeriggio di 
domenica 12 settembre